icona di misura

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Fui molto felice quando ho saputo che mia nipote dopo tanti anni di vicissitudini aspettava finalmente un bambino, e ho quindi deciso di realizzare per questo nascituro un icona che lo accompagnasse nella sua crescita e gli fornisse protezione nel percorso della sua vita.

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Ho realizzato una icona dell’angelo custode che potesse prenderlo sotto le sue ali e lo proteggesse per sempre.

in seguito approfondendo i miei studi sulle icone ho scoperto che avevo realizzato un”’ICONA DI MISURA.

  

L’icona di misura nella tradizione russa ortodossa viene donata ai neonati in occasione della nascita o del battesimo.

 

Nel nostro paese questa tradizione, che è valida in tutti paesi cristiani è poco utilizzata .

 

L’icona di misura è un’icona particolare, donata dalla famiglia alla nascita o al battesimo del bambino ,che raffigura il santo protettore, su tavola alta quanto il bambino alla nascita.unnamed-4

questa icona è un dono unico personalizzato , fatto esplicitamente per la persona a cui è destinato.

Tra il bambino e l’icona si stabilisce così un legame unico ed esclusivo,

fisico e spirituale,

il santo protettore indica il possibile punto di arrivo della persona sulla via della fede .

Per questo l’icona è destinata ad accompagnare la persona fino alla fine della sua vita terrena.

Nel caso particolare  in cui il nome non compaia tra i santi si sostituisce con la figura dell’angelo custode.91141195219f8be014631ddc8593def6

 

L’intenzione è chiedere la protezione di Dio sulla vita del bambino con l’intercessione del santo patrono.Protezione dalle intemperie della vita , dalle avversità ,dalle disgrazie, dalla miseria ,dalla tentazione,dalle malattie dai dolori e ci si aspetta che l’icona assista la persona

in tutte le circostanze, e che attraverso questa finestra sul mondo spirituale, Dio invii la sua grazia e la sua benedizione.

L’icona di misura viene generalmente donata al battesimo e rappresenta così la nascita corporale e spirituale.

 

Tra i regali del battesimo, l’icona di misura si distingue come il dono più importante  ,per il valore per il significato e per la durata.

 

Inizialmente l’icona di misura  era riservata agli zar e i nobili, col tempo si diffuse su tutta la popolazione e anche nei ceti meno abbienti.

 

Nel tempo guardando l’icona, il bambino inizia ad amare la vita del santo protettore, impara a pregare perché interceda per sé e per il mondo, impara così a comunicare col suo santo confidandogli le gioie e i dolori, e poi niente sarà più in grado di rompere questa connessione divina.

Per questo negli ultimi anni è diventata buona tradizione donare queste icone non solo ai bambini ma anche agli adulti.

E’ bene ricordare che un’icona realizzata con tecniche antiche e canoniche sopravvive al suo creatore e ai suoi proprietari ed è destinata a durare nei secoli.dsc01520

La mia grande devozione per la Madonna Assunta scritta su di una grande Icona per la celebrazione durante la festa di paese.

Dopo anni di preghiere e amore per la “Madonna Assunta” di Faro Superiore, ho deciso di onorare la mia devozione con una icona che la raffigurasse.

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Doveva essere di grandi dimensioni, come grande e’ la protezione che ho sempre ricevuto.

Ho scelto una tavola di legno di 60cm per 90cm e con grande apprensione ho iniziato il mio lavoro poiché era la prima volta che mi accostavo ad un’opera di queste dimensioni.IMG-20160828-WA0012

 

Ho pregato intensamente affinché potessi ricevere l’ispirazione e la guida necessaria per eseguire il lavoro, e che Dio guidasse la mia mano per la migliore riuscita nell’esecuzione.

Ho iniziato così ad incollare il telo di lino sul legno, proseguendo con le quattordici mano di gesso di Bologna con i dovuti tempi di asciugatura tra una mano e l’altra.IMG-20160814-WA0014

 

Dopo questa fase arriva la faticosa carteggiatura della tavola, passando dalla carta vetro grossa e scalando la grana della carta fino ad arrivare alla carta 1200 per ottenere una superficie liscia come la seta. La mano deve scivolare su una superficie quasi lucida, che accoglierà l’oro che sarà lo sfondo risplendente dell’icona, riempiendola di luce divina.

Ho quindi disegnato la Madonna sulla tavola, e in seguito sono passata all’applicazione della foglia oro.

Finita questa operazione e’ arrivato il momento di scrivere le vesti.

Ci tengo molto a ricordare che le icone si scrivono e non si dipingono. Sono infatti delle preghiere scritte con colori e immagini, per essere facilmente comprensibili a chiunque.

Considerando il contesto storico nel quale sono nate bisogna pensare che sono rivolte anche ad analfabeti, che così potevano facilmente avere accesso alla comprensione dei testi e delle immagini sacre.

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Sono passata così al volto e alle mani lavorando fino a quando non ho raggiunto il risultato voluto, cioè la somiglianza alla statua alla quale mi sono ispirata, e la dolcezza dei tratti che volevo che il volto esprimesse.

Dolcezza che Maria ha sempre verso i suoi figli. 

Finito il mio lavoro, accompagnata dai miei figli, presenza a cui tenevo molto e che il caso ha voluto fossero in città dato che vivono fuori, ho consegnato l’Icona al parroco di Faro Superiore il quale dopo aver osservata con grande attenzione e cura l’ha accettata con gioia dandole un posto di grande rilievo, visibile dalla chiesa durante i festeggiamenti della Madonna.

Ogni anno ad agosto, l’ultima domenica del mese, viene festeggiata la Madonna Assunta con una bellissima festa di paese con la “classica” processione della statua che passa tra i vicoli tra le case, vicoli che a volte sono proprio stretti.

Ogni paesano partecipa alla festa e prega con devozione la Madonna al suo passaggio sotto casa. Emozionante in ogni “tiro” nel quale i portatori spostano la statua da una strada all’altra al grido di “VIVA MARIA”.

La mia Icona ha voluto raffigurare proprio quella Fede e quella devozione che ogni abitante di questo piccolo paese ha nei confronti della Madonna Assunta che veglia e protegge noi tutti.

Che emozione e’ stata vedere la mia icona entrando in Chiesa e che emozione essere ringraziata pubblicamente dal sacerdote sull’altare.

Ho vissuto momenti indimenticabili! Grandi gioie mi ha donato lo scrivere icone, e grande crescita spirituale.

SANTI COSMA E DAMIANO

unnamed-7I Santi Cosma e Damiano erano fratelli gemelli e medici.

 

Questi erano in grado di operare prodigiose guarigioni e miracoli

e la loro azione era completamente gratuita, da qui l’appellativo “Anargiri” cioè senza denaro,

in applicazione del precetto evangelico ” Gratis acceptisti, gratis date”.

 

Tuttavia in una sola occasione era stata elargita una ricompensa di tre uova nelle mani

del fratello minore Damiano per una emorragia miracolosamente guarita.

Cosma era rimasto così deluso e mortificato da questo gesto da esprimere la volontà

che le sue spoglie fossero deposte dopo la sua morte, lontane da quelle del fratello.

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cm 20 x 25

Durante la persecuzione dei cristiani furono ferocemente martirizzati

e infine coloro che avevano assistito al martirio, vollero dare loro degna sepoltura

rispettando la volontà di Damiano, ma un cammello prese voce umana

dicendo che Damiano aveva accettato quella ricompensa solo mosso da spirito di carità,

onde evitare che la povera donna potesse sentirsi umiliata dal rifiuto,

quindi vennero deposti uno di fianco all’altro.

 

I santi Cosma e Damiano sono protettori dei medici e dei farmacisti…

 

Ogni medico dovrebbe avere un’icona dei suoi protettori nel proprio studio,

affinché la propria preparazione e abilità sia infusa di spirito Divino e

moltiplicata per cento volte, e operare così straordinarie guarigioni

per gloria propria e di tutta l’umanità.

 

 

La mia Madonna della tenerezza, o “Eleusa”

Questa è la mia Madonna della tenerezza, o “Eleusa”.

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E’ la mia decima icona scritta su su legno di abete trattato con gesso di Bologna, colla di coniglio, pigmenti naturali in diluizione all’uovo su foglia d’oro.

Per scrivere questa icona ho impiegato più di 20 giorni di lavoro, spesso sottratti al mio sbuffante marito, nei quali come prima cosa ho incollato il lino sul legno adoperando la colla di coniglio.

Una volta asciutta, ho iniziato a passare parecchie mani di gesso di Bologna nella giusta concentrazione, trovata solo dopo mesi di esperienza e di tavolette realizzate.

Mi sono resa conto che se il gesso è troppo denso, si creano delle piccole bolle d’aria che danneggiano il lavoro seguente di scrittura.

Con il tempo ho capito che è importantissimo azzeccare il giusto grado di densità del gesso, che a mio modesto avviso deve essere piuttosto liquido (chiaramente più è liquido il gesso, più passaggi dovrò fare per raggiungere lo spessore voluto e necessario per un buon risultato finale).

Così facendo, evito le bolle d’aria e facilito anche il lavoro di levigatura fatta con carta vetro a grana decrescente che seguirà dopo.

Una volta pronta la tavoletta, mi metto a pregare perché Dio usi la mia mano affinché realizzi Lui attraverso di me l’icona sacra.

Adesso inizia il lavoro.

Riporto il disegno dell’icona che voglio realizzare sul gesso usando la tecnica dello spolvero, Questa tecnica consiste nello spolverare della polvere di pigmento sul retro del foglio per poi ripassare il disegno con una matita. Una specie di carta carbone naturale…

Faccio il fondo in foglia oro, poi comincio a dipingere le vesti dei soggetti dell’immagine fino a completarli. Dopodiché, per ultimo, realizzo i volti. Così come da tecnica tradizionale.

Per il colore dei volti, inizio da un tono scuro, per poi aggiungere ripassando sopra colore sempre più chiaro portando fuori il volto dall’oscurità alla luce.

E’ come se il viso fosse nascosto dentro l’icona e va tirato fuori alla luce.

Questa icona mi ispira forti emozioni. Una tenerezza infinita che mi tocca il cuore.

Trasuda amore della madre verso il proprio bambino e verso tutta l’umanità. E specialmente verso il compito che “quel figlio” avrà. Salvare il mondo dal peccato.

Alla fine lavoro, che devo essere sincera mi ha soddisfatto molto, mi sono ritrovata immersa dentro quel modo di amore e tenerezza.

So che conoscete meglio di me tutto questo, ma ho voluto condividere il mio modo di vivere le icone.

Madonna della tenerezza, o “Eleusa” (27cm x 33cm)

SAN MICHELE ARCANGELO

 

                                     

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                   cm 30x 52

 

San Michele arcangelo è l’angelo che conduce gli angeli nella battaglia contro il demonio,

spesso raffigurato da un drago, e lo sconfigge.

Esso è comunemente rappresentato alato , in armatura con la lancia che rappresenta l’unione tra cielo e terra, e la spada con la quale sconfigge il demonio.

Nella tradizione religiosa russa, l’arcangelo Michele “Arcistratega” condottiero delle schiere celesti, è rappresentato in piedi, rivolto verso lo spettatore, con due grandi ali brune , ed è ricoperto da un grande mantello rosso che ne indica il carattere guerriero, la lancia che impugna è al contempo un’arma e l’insegna del suo comando .

La testa dell’arcangelo circondata da un’aureola, è ornata di nastri che trattengono la lunga capigliatura.

I nastri che ondeggiano ai lati del capo stanno a simboleggiare l’udito spirituale dell’angelo, attento ai comandi divini e pronto a seguire le sue volontà.

Il culto dell’immagine dell’arcangelo costituisce di per se un universo culturale immenso .

Il suo nome in ebraico significa “Chi è come Dio? “ è una sfida rivolta a lucifero.

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                                         cm30x20

 

Un altro modo di rappresentare San Michele è a mezzo busto con il mantello blu come un alto funzionario Persiano.

Nella destra tiene una lancia in posizione verticale, e nella sinistra un globo dove sono iscritte le iniziali di Cristo che ne indicano il dominio sulla terra e sull’universo intero.

L’aspetto giovanile è simbolo di perfezione.

Le immagini degli angeli occupano un posto speciale nelle Iconostasi, dove sono rappresentati a mezzo busto o a figura intera.

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la mia esperienza con le icone

Desidero raccontarvi la mia esperienza con le icone.
Nella mia famiglia vi è una vena artistica trasmessa da mio,
padre che si definiva artigiano ma in realtà era un artista. Questo dono lo ha trasmesso a mia sorella pittrice di fama nazionale e in parte a me.
Io dipingo da molti anni sperimentadomi in vari ambiti pittorici alla ricerca di ciò che mi rappresentasse totalmente, provando il figurativo lo stile informale ‘ l’astratto…
.da sempre però sono stata attirata dall’iconografia, ed ardevo dal desiderio di imparare.
Nella mia bellissima città, che e’ Messina allora, non vi era nessuno che potesse insegnarmi , avrei dovuto spostarmi, ma la cosa mi risultava difficile avendo una famiglia e due ragazzi da cui non volevo allontanarmi , per cui ho sempre rimandato.
Poi finalmente vengo a conoscenza di un corso tenuto da un bravo iconografo, Messinese il maestro Paolo Lanza che e’ diventato il mio “mentore” e come potete immaginare mi ci sono “tuffata” subito. Ho Imparato così come si preparano le tavolette, operazione che si e, rivelata lunga e laboriosa.
Scegliere il legno , incollare con la colla di coniglio il fesso di lino. Una volta asciutto preparato il gesso di Bologna con la colla di coniglio nella giusta consistenza e iniziare a passare il primo strato di gesso, asciutto perfettamente andare con la seconda mano , proseguendo così per almeno 7 volte, quanti sono i giorni della creazione del mondo.Questa operazione richiede giorni . Adesso si può iniziare a scartavetrare con carta vetro a grana prima grossa e poi sempre più fine fino ad ottenere una superficie liscia come la seta. DSC01246

Ora che la tavoletta è pronta si inizia a pregare Dio perché guidi la mano affinché possa realizzare un’opera degna del suo amore e della sua magnificenza.
Spiritualmente pronta, realizzo il disegno con la tecnica dello spolvero, che significa passare uno strato di pigmento sul retro del disegno da eseguire e passarci su con la matita in modo che rimanga impresso sulla tavoletta in modo del tutto naturale.A questo punto si provvede ad incidere il disegno con il bulino, che non è altro che un chiodo con un supporto di legno. dopo avere delineato tutto il disegno inizio a lavorare sulla parte in oro . Preparo il bolo armeno opportunamente diluito e tenuto in caldo e lo passo sulla parte che va dorata . sul bolo armeno applico la foglia oro, che di norma comprende il fondo e il “Nimbo” che noi occidentali chiamiamo Aureola.
L’oro va poi lucidato con la pietra d’agata , questa operazione è lunga e meticolosa. Passo ora a dipingere le vesti con la tecnica del laghetto in tutti i dettagli rispettando i tempi di asciugatura .DSC01253

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Per ultimo si eseguono i volti iniziando con un incarnato scuro provvedendo mano dopo mano alle schiariture facendo così emergere la luce Divina sui volti ….per ultimo si eseguono i le iscrizioni , che danno una identità alla figura ,un nome , un’esistenza e una sacralità.
Finito il lavoro passo la gommalacca che sigilla il tutto.

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A quel punto una grande gioia mi riempie il cuore e mi scopro innamorata della mia icona .
L’ icona è terminata ma senza la benedizione avremo semplicemente un pezzo di legno dipinto ,forse un’opera d’arte…per completare il tutto è necessaria la benedizione, essa dichiara che quanto è raffigurato è REALMENTE presente, e fa di essa un veicolo efficace della grazia Divina . Il corso quindi si è chiuso con la benedizione dell’icona dataci da un papas con il rito” greco-ortodosso”. la mia icona era diventata un” SACRAMENTALE” cioè un sacramento, equiparabile alla nostra eucarestia. il mio arcangelo san Michele ha avuto un posto d’onore nella mia camera da letto e a lui rivolgo le mie preghiere . Posso garantirvi che ogni preghiera rivolta alla mia icona Sacra ha trovato ascolto in cielo …
Ho deciso quindi di realizzarne uno e donarlo alla mia mamma, dono che è stato molto gradito visto che era una donna devotissima , mi dice che anche le sue preghiere trovavano subito ascolto e risoluzione, immaginate quindi il mio stupore….
consiglio a chiunque di voi che possiede un’icona di farla benedire, potrà così sperimentare in prima persona ciò che dico, e trovare sollievo ai propri problemi….

l’ Icona paragonata alla creazione del mondo

                                 

 

“Divino maestro

fervido artefice di tutto il creato,

illumina lo sguardo del tuo servitore,

custodisci il suo cuore

regi e governa la sua mano

affinché degnamente e con perfezione

possa rappresentare la Tua immagine

per la gloria la gioia  e la bellezza della tua santa chiesa..

Amen.”

 

Questa è la preghiera che l’iconografo recita prima di apprestarsi a scrivere un’ icona, perché si fa  strumento di Dio, presta la sua mano per la realizzazione dell’opera, ma sempre sotto la guida del Divino Maestro.

 

Scrivere un icona è una preghiera in se ed è un atto di crescita spirituale.

Tutto ciò, se non accompagnato dalla scintilla dello spirito santo non trasmetterà mai pienamente il messaggio di unione con la divinità.

Le icone nei materiali contengono la summa del creato di Dio.

Esse devono contenere elementi del mondo vegetale, minerale ed animale.

Il mondo vegetale è rappresentato dalla tavoletta di legno e dal lino posto su di essa.

Il mondo animale è rappresentato dalla colla che è colla di coniglio e dal legante usato per le tempere,cioè l’uovo.

I pigmenti ed il gesso rappresentano il mondo minerale.

la tavoletta di legno deve essere abbastanza  spessa perché la Magnificenza di Dio deve essere accolta da un substrato ligneo corposo. Qualsiasi legno va bene purché sia ben stagionato ma i preferiti sono, il tiglio perché omogeneo il pino e l’abete.

I soggetti nelle icone rispondono a regole precise decise da un concilio che ne stilò i canoni. Le immagini devono essere scritte in modo bidimensionale per fa si che ci rimandino a Dio senza rappresentarlo in modo umano.

Il concilio stabilì inoltre che nuove icone non potessero essere più fatte ma si potessero riprodurre solo icone già esistenti , tutto ciò per evitare la contaminazione  dei principi spirituali che ne stanno alla base.

Nell’Icona è molto importante la rappresentazione dello sfondo che è quasi sempre in oro, che è il colore di Dio e ne rappresenta la grandezza , la luce e la magnificenza.

Secondo il Floreschi grande mistico, creare un icona può essere paragonato alla creazione del mondo

1  nel primo giorno “in principio ci fu la luce “che nell’ icona si può paragonare al gesso bianco passato sulla tavola di legno. II gesso usato è gesso di Bologna, cioè un gesso molto raffinato che opportunamente scartavetrato darà una superficie molto liscia.

 

2  il secondo giorno Dio disse “ ci sia la terra” separò così  le acque del cielo dalle acque della terra , questa separazione corrisponde al momento in cui si fa il disegno, i contorni delle figure separano zone ben definite.

 

3  il terzo giorno Dio separa la terra dalle acque e questo corrisponde alle “ campiture “ cioè la prima stesura dei colori molto scuri.

 

4  il quarto giorno creò il sole e la luna e l’iconografo fa le schiariture o lumeggiature ,cioè sulla base di colori scuri si inizia dare luce con toni di colore sempre più chiari.

 

5  il quinto giorno vengono creati gli animali che nell icona corrispondono ai bianchetti o “ tratti vivi”, cioè linee bianche sul viso che danno la vita e la grazia di dio.

 

6  il sesto giorno Dio crea l’uomo che è colui che primeggia sul creato. L uomo è chiamato a dare il nome alle piante e agli animali chiamandoli così alla esistenza. Nell’Iconografia ciò corrisponde alle iscrizioni , cioè i monogrammi greci. Questo momento è importantissimo perché viene data  un’identità al personaggio raffigurato,  e nel fare ciò diamo esistenza all’immagine chiamandola per nome.

7  il settimo è il giorno del riposo e della contemplazione di ciò che si è creato.

Nelle icone la prospettiva è “inversa ”perché a differenza degli altri dipinti il fuoco è posto negli occhi dell’osservatore,esternamente all’Icona,ed è come se aprissimo una “finestra sul metafisico o sull’eternità ”e da fuori consentissimo alla luce di arrivare a noi ,per questo motivo l’icona è l’immagine dell’invisibile.

Nella spiritualità orientale l’icona è molto importante perché è concepita come un’immagine che si fa da se o che attraverso l’uomo sia fatta da dio stesso. Per questo motivo le icone nei secoli sono rimaste simili a se stesse,  rendendole  tramite di grazia.